mercoledì 25 novembre 2009
lunedì 23 novembre 2009
giovedì 19 novembre 2009
FESTA DI SANTA CECILIA
In diocesi si celebra la festa di Santa Cecilia, patrona della musica. Sabato 21 novembre, ricorrenza liturgica della festa, il «Gruppo corale» della parrocchia di Santa Maria a Colonica, diretto da don Romano Faldi, animerà la messa prefestiva alle 18 in cattedrale (la celebrazione sarà teletrasmessa da Tv Prato). Il giorno successivo, domenica 22, alle 17, nella chiesa dello Spirito Santo, il coro «Homo Quidam», diretto sempre da don Faldi, canterà la messa in gregoriano secondo le disposizioni del motu proprio «Summorum pontificum» di Benedetto XVI.
In queste due occasioni don Faldi, direttore dell’Istituto diocesano di musica sacra, presenterà un cd che ripercorre la storia dei due gruppi corali da lui fondati e diretti.
In diocesi si celebra la festa di Santa Cecilia, patrona della musica. Sabato 21 novembre, ricorrenza liturgica della festa, il «Gruppo corale» della parrocchia di Santa Maria a Colonica, diretto da don Romano Faldi, animerà la messa prefestiva alle 18 in cattedrale (la celebrazione sarà teletrasmessa da Tv Prato). Il giorno successivo, domenica 22, alle 17, nella chiesa dello Spirito Santo, il coro «Homo Quidam», diretto sempre da don Faldi, canterà la messa in gregoriano secondo le disposizioni del motu proprio «Summorum pontificum» di Benedetto XVI.
In queste due occasioni don Faldi, direttore dell’Istituto diocesano di musica sacra, presenterà un cd che ripercorre la storia dei due gruppi corali da lui fondati e diretti.
martedì 17 novembre 2009
LETTURECONSIGLIATE
Orgoglio di classe. Piccolo manuale di autostima per la scuola italiana e chi la frequenta
Oggero M .
Mondadori
“Il processo di apprendimento ha molto in comune con una seria pratica sportiva, che non può prescindere dalla fatica degli allenamenti. E come l’acquisizione di un’abilità fisica apporta non solo autostima ma anche veri momenti di felicità, così pure dall’apprendimento si possono trarre motivi di soddisfazione e autentici sprazzi di gioia. […] Contro l’opinione largamente condivisa che il sapere non conti, perché non regala soldi facili o visibilità mediatica, i prof devono recuperare l’orgoglio di ciò che sono, di ciò che amano, della professione che hanno scelto” (p. 48). L’autrice, ex insegnante e scrittrice, passa in rassegna i diversi ordini di scuola in Italia, dalla scuola dell’infanzia all’università, alla luce delle recenti introduzioni del Governo, e propone con buon senso e ironia di ritrovare l’orgoglio di insegnare. Nel libro si leggono riflessioni pedagogiche e organizzative, espresse con linguaggio semplice e concreto anche grazie ad esempi e aneddoti “di scuola”. Lettura piacevole e utile.
Orgoglio di classe. Piccolo manuale di autostima per la scuola italiana e chi la frequenta
Oggero M .
Mondadori
“Il processo di apprendimento ha molto in comune con una seria pratica sportiva, che non può prescindere dalla fatica degli allenamenti. E come l’acquisizione di un’abilità fisica apporta non solo autostima ma anche veri momenti di felicità, così pure dall’apprendimento si possono trarre motivi di soddisfazione e autentici sprazzi di gioia. […] Contro l’opinione largamente condivisa che il sapere non conti, perché non regala soldi facili o visibilità mediatica, i prof devono recuperare l’orgoglio di ciò che sono, di ciò che amano, della professione che hanno scelto” (p. 48). L’autrice, ex insegnante e scrittrice, passa in rassegna i diversi ordini di scuola in Italia, dalla scuola dell’infanzia all’università, alla luce delle recenti introduzioni del Governo, e propone con buon senso e ironia di ritrovare l’orgoglio di insegnare. Nel libro si leggono riflessioni pedagogiche e organizzative, espresse con linguaggio semplice e concreto anche grazie ad esempi e aneddoti “di scuola”. Lettura piacevole e utile.
lunedì 16 novembre 2009
venerdì 13 novembre 2009
Messaggio di saluto di Mark Philpot, presidente dell'Unione mondiale insegnanti cattolici, al congresso regionale dell'AIMC della Sicilia.
“Per Educare a vivere” – vous avez dans ce theme le noyau de l’enseignement chretien. C’est l’esprit de chaque personne qui nous fait vivre, et qui nous donne notre raison – et c’est a cause de nous, les enseignants que chaque personne recoit l’education dans l’esprit.
Donc je vous felicite; vous, les enseignants de la Sicile. Vous etes membres de l’AIMC, et par votre adherence a l’UMEC, vous etes vraiment les enseignants au coeur du monde entier. Par votre President regional, Giovanni Perrone, vous etes tout pres de tous les autres enseignants catholiques repandus dans le monde. Je salue ici Giovanni, et j’offre mes remerciements de tout ce qu’il fait pour les enseignants catholiques et pour l’UMEC. Je salue aussi Mariangela Prioreschi, votre Presidente Nationale de l’AIMC.
Donc, vous, rassembles ici en Sicile les deux jours, le 14-15 novembre, je vous demande de reconnaitre que votre travail quotidien fait partie de l’education de tous les enfants partout dans le monde, qu’ils puissent vivre plus pleinement dans l’esprit de Dieu, et dans l’exemple de son fils Jesus Christ. Vous etes au coeur du monde –et chaque jour votre travail peut aider vos enfants a reconnaitre leur place dans le monde, en travaillant pour la paix, la reconciliation, l’entente de tous les peuples du monde.
Si nous vivons comme Jesus nous demande, nous pouvons transformer notre monde, et un jour, nous pourrons transformer le monde.
Vous n’etes pas seuls a reconnaitre les memes defis, les memes problemes, de la societe, ou souvent les parents demandent de plus en plus des enseignants – nous entendons ceci de tous les pays, et de tous les professeurs. Donc, il faut avoir le courage, le courage d’eduquer, et le courage d’eduquer pour que vos jeunes puissent vraiment vivre – et devenir entierement humain, comme Jesus etait entierement humain. Il faut le courage d’eduquer a vivre dans la paix, avec sensibilite, avec tolerance de tout autre personne.
De la part de tous les enseignants catholiques, partout dans le monde, et membres de l’UMEC, je vous souhaite un grand bonjour, et une grande reussite de votre Congres regionale sur ce theme qui est au coeur de tout ce que nous faisons, nous, les enseignants catholiques.
Bon Congres, et bon rencontre!
mercoledì 11 novembre 2009
Per educare a vivere
Condividiamo la scelta del tema da sottoporre alla riflessione del XIX Congresso Nazionale: “Per educare a vivere. L’AIMC scommette sul professionista di scuola”.
Abbiamo rilevato la centralità della persona all’interno del percorso di intenzionalità educativa che il compito di fornire un’istruzione adeguata ed una formazione culturale ed umana impone. Educazione ed istruzione sono intimamente e fortemente connesse e ne siamo oggi ancora più consapevoli in un contesto di emergenza educativa che trova società e famiglie non sempre in grado di offrire modelli educativi e comportamentali all’altezza delle esigenze formative delle nuove generazioni.
Ci siamo soffermati, come indicavano anche le tracce, sulle potenzialità evocative dei termini usati: il “per “ che richiama responsabilmente l’intenzionalità precisa e cosciente dell’insegnante; il verbo”educare” che racchiude in sé l’impegno sulla questione fondamentale di “formare l’uomo e il cittadino di domani” in un’ottica di completezza che la semplice istruzione può non comprendere pienamente e fino in fondo; infine il termine”vivere” che pone la finalità del nostro intervento in un contesto di finalizzazione molto esigente ed ambizioso, che richiama valori alti, che toccano il senso profondo, metafisico e anche religioso della vita il “perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza”. Il nostro obiettivo è una formazione completa che renda il soggetto “persona” capace di interagire positivamente in un contesto ricco di relazioni, di esercitare il proprio pensiero critico, di assumere azioni responsabili e proiettate verso il bene comune.
Una volta definito il “cosa” dell’impegno del docente, si siamo soffermati sul “come”. Ed ecco il compito specifico dell’insegnante, su cui l’AIMC , non solo da oggi, scommette. Non è superfluo ricordare il valore di una professionalità che si pone sempre in ricerca, che assume un codice deontologico che lo impegna a ricercare, con gli altri docenti del team, una formazione in continuo aggiornamento, sempre protesa ad un’attività riflessiva da esercitare singolarmente e in gruppo.
Per questo assume una valenza formativa, anche per il docente, l’intera comunità scolastica con la partecipazione di tutti i soggetti che interagiscono nella scuola, a partire da un ruolo nuovo da ripensare anche per gli organi collegiali.
L’associazione, altro soggetto di riferimento per noi fondamentale nella vita di un maestro che sceglie i valori cristiani, può aiutare nella necessità di ricercare ed approfondire un vero senso etico del nostro impegno quotidiano. Allora la lettura del Vangelo può divenire occasione per orientare il nostro lavoro, la sensibilità e le scelte che mettiamo in atto.
documento elaborato in sede Congresso AIMC di Prato.
Abbiamo rilevato la centralità della persona all’interno del percorso di intenzionalità educativa che il compito di fornire un’istruzione adeguata ed una formazione culturale ed umana impone. Educazione ed istruzione sono intimamente e fortemente connesse e ne siamo oggi ancora più consapevoli in un contesto di emergenza educativa che trova società e famiglie non sempre in grado di offrire modelli educativi e comportamentali all’altezza delle esigenze formative delle nuove generazioni.
Ci siamo soffermati, come indicavano anche le tracce, sulle potenzialità evocative dei termini usati: il “per “ che richiama responsabilmente l’intenzionalità precisa e cosciente dell’insegnante; il verbo”educare” che racchiude in sé l’impegno sulla questione fondamentale di “formare l’uomo e il cittadino di domani” in un’ottica di completezza che la semplice istruzione può non comprendere pienamente e fino in fondo; infine il termine”vivere” che pone la finalità del nostro intervento in un contesto di finalizzazione molto esigente ed ambizioso, che richiama valori alti, che toccano il senso profondo, metafisico e anche religioso della vita il “perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza”. Il nostro obiettivo è una formazione completa che renda il soggetto “persona” capace di interagire positivamente in un contesto ricco di relazioni, di esercitare il proprio pensiero critico, di assumere azioni responsabili e proiettate verso il bene comune.
Una volta definito il “cosa” dell’impegno del docente, si siamo soffermati sul “come”. Ed ecco il compito specifico dell’insegnante, su cui l’AIMC , non solo da oggi, scommette. Non è superfluo ricordare il valore di una professionalità che si pone sempre in ricerca, che assume un codice deontologico che lo impegna a ricercare, con gli altri docenti del team, una formazione in continuo aggiornamento, sempre protesa ad un’attività riflessiva da esercitare singolarmente e in gruppo.
Per questo assume una valenza formativa, anche per il docente, l’intera comunità scolastica con la partecipazione di tutti i soggetti che interagiscono nella scuola, a partire da un ruolo nuovo da ripensare anche per gli organi collegiali.
L’associazione, altro soggetto di riferimento per noi fondamentale nella vita di un maestro che sceglie i valori cristiani, può aiutare nella necessità di ricercare ed approfondire un vero senso etico del nostro impegno quotidiano. Allora la lettura del Vangelo può divenire occasione per orientare il nostro lavoro, la sensibilità e le scelte che mettiamo in atto.
documento elaborato in sede Congresso AIMC di Prato.
lunedì 9 novembre 2009
Pisa 8 Novembre 2009
Congresso regionale dell'AIMC
Alcuni momenti del congresso
Alcuni momenti del congresso
La S. Messa è stata celebrata da S. Ecc. mons. Giovanni Paolo Benotto
venerdì 6 novembre 2009
LA PORNOGRAFIA MINACCIA LE NUOVE GENERAZIONI
La tutela dei minori dallo sfruttamento sessuale è oggi una priorità per molti enti pubblici e privati. Secondo un recente rapporto, tuttavia, le misure che vengono concretamente adottate a fronte dei rischi per i bambini derivanti dalla pornografia di adulti sono gravemente insufficienti.
“Che cosa significa parlare della protezione dei bimbi quando la pornografia e la violenza possono essere guardate in così tante case attraverso i mass media ampiamente disponibili oggi?”
Come proteggere i bambini dalla pornografia ed assicurare loro una sana educazione, anche sessuale, secondo valori morali autentici, fondati sulla dignità della persona umana?
Leggi:
Pornografia e bambini
Morality in media
La amenaza a los niños de la pornografía
La tutela dei minori dallo sfruttamento sessuale è oggi una priorità per molti enti pubblici e privati. Secondo un recente rapporto, tuttavia, le misure che vengono concretamente adottate a fronte dei rischi per i bambini derivanti dalla pornografia di adulti sono gravemente insufficienti.“Che cosa significa parlare della protezione dei bimbi quando la pornografia e la violenza possono essere guardate in così tante case attraverso i mass media ampiamente disponibili oggi?”
Come proteggere i bambini dalla pornografia ed assicurare loro una sana educazione, anche sessuale, secondo valori morali autentici, fondati sulla dignità della persona umana?
Leggi:
Pornografia e bambini
Morality in media
La amenaza a los niños de la pornografía
mercoledì 4 novembre 2009
Da "Avvenire"
PROVA DI ACCECATA SENTENZIOSITÀ
FRANCESCO D’AGOSTINO
La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, che condanna l’Italia per l’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche, non si basa di certo su argomentazioni nuove o approfondite, ma si limita a ribadire il principio laicista, che vede in qualunque simbolo religioso cui venga dato rilievo in un’istituzione pubblica un attentato alla libertà religiosa e per quel che concerne le scuole alla libertà di educazione. La sentenza richiama sommariamente, ma con una certa precisione, le argomentazioni in base alle quali la magistratura italiana, dopo qualche tentennamento, era giunta a concludere che nella tradizione del nostro Paese il crocifisso non è un simbolo esclusivamente religioso, ma culturale e civile: in esso si condensa gran parte della storia italiana, in esso si riassume una sensibilità diffusa e presente non solo nei credenti, ma anche nei non credenti. In quanto icona dell’amore, della donazione gratuita di sé e della violenza estrema cui può soccombere l’innocente, quando le forze del male lo aggrediscono, il crocifisso è un simbolo universale, non confessionale. Gli spiriti veramente grandi l’hanno sempre compreso: se non tutti credono in Gesù come Cristo, nell’umanità sofferente dell’uomo Gesù, appeso alla croce e che accetta il supplizio, dobbiamo se non credere, almeno avere tutti un profondo rispetto, se non vogliamo ridurre la convivenza tra gli uomini a un mero gioco di forze anonime e crudeli.
Tutto questo, evidentemente, non è stato percepito dalla signora Soile Lautsi, la madre che pur di fare eliminare il crocifisso dalle aule, ha iniziato (nel 2002) una lunga, complessa (e, presumo, anche costosa) procedura giudiziaria, né è stato percepito dai giudici che alla fine hanno accolto le sue ragioni. La vicenda giudiziaria potrà riservarci ancora sorprese. Quello che non ci sorprende più, purtroppo, è l’accecamento ideologico che sorregge questa vicenda, la completa indifferenza per le ragioni della storia e della cultura, l’illusoria pretesa che la mera presenza di un crocifisso possa fare violenza alla sensibilità degli scolari e giunga ad impedire ai genitori di esercitare nei loro confronti quella specifica missione educativa, che è loro dovere e loro diritto. E non ci sorprende più, purtroppo, il fatto che i giudici della Corte europea non percepiscano di agire con queste loro sentenze contro l’Europa, contro il suo spirito, contro le sue radici, rendendo così l’Europa stessa sempre meno 'amabile' da parte di molti che, pure, ritengono l’europeismo un valore particolarmente alto. Ancora: è sfuggito alla ricorrente e – cosa ancor più grave – è sfuggito ai giudici che hanno redatto la sentenza che la laicità non si garantisce moltiplicando gli interdetti o marginalizzando le esigenze di visibilità della religioni, ma impegnandosi per garantire la loro compatibilità nelle complesse società multietniche tipiche del tempo in cui viviamo. La laicità non prospera nella freddezza delle istituzioni, nella neutralizzazione degli spazi pubblici, nell’abolizione di ogni riferimento, diretto o indiretto, a Dio. Quando è così che la laicità viene pensata, propagandata e promossa si ottiene come effetto non una promozione di quello specifico bene umano che è la convivenza, ma una sua atrofizzazione. La sensibilità religiosa, ci ha spiegato Habermas ( un grande spirito laico) non è un residuo di epoche arcaiche, che la sensibilità moderna sarebbe chiamata a superare e a dissolvere, ma appartiene piuttosto e pienamente alla modernità, come una delle sue forze costitutive: tra sensibilità religiosa e sensibilità laica non deve mai istaurarsi una conflittualità, ma una dinamica di 'apprendimento complementare', alla quale non può che ripugnare ogni logica di esclusione. Quanto tempo ancora ci vorrà perché simili verità vengano finalmente percepite dai tanti ottusi laicisti, che pensano ancora che sia dovere fondamentale degli educatori quello di indurre le giovani generazioni a vivere «come se Dio non ci fosse»?
martedì 3 novembre 2009
domenica 1 novembre 2009
Tutti i Santi
La Chiesa é indefettibilmente santa: Cristo l'ha amata come sua sposa e ha dato se stessa per lei, al fine di santificarla; perciò tutti nella Chiesa sono chiamati alla santità. La Chiesa predica il mistero pasquale nei santi che hanno sofferto con Cristo e con lui sono glorificati, propone ai fedeli i loro esempi che attraggono tutti al Padre per mezzo Cristo e implora per i loro meriti i benefici di Dio. Oggi in un'unica festa si celebrano, insieme ai santi canonizzati, tutti i giusti di ogni lingua, di ogni razza e di ogni nazione, i cui nomi sono scritti nel libro della vita. Si iniziò a celebrare la festa di tutti i santi anche a Roma, fin dal sec. IX.
La Chiesa é indefettibilmente santa: Cristo l'ha amata come sua sposa e ha dato se stessa per lei, al fine di santificarla; perciò tutti nella Chiesa sono chiamati alla santità. La Chiesa predica il mistero pasquale nei santi che hanno sofferto con Cristo e con lui sono glorificati, propone ai fedeli i loro esempi che attraggono tutti al Padre per mezzo Cristo e implora per i loro meriti i benefici di Dio. Oggi in un'unica festa si celebrano, insieme ai santi canonizzati, tutti i giusti di ogni lingua, di ogni razza e di ogni nazione, i cui nomi sono scritti nel libro della vita. Si iniziò a celebrare la festa di tutti i santi anche a Roma, fin dal sec. IX.
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