lunedì 21 novembre 2011

ASSOCIAZIONE CULTURALE “CESARE GUASTI” – PRATO



L’Associazione Culturale “Cesare Guasti” è lieta di invitare la S. V.alla presentazione

del volume



Giovanni Bensi

Un vescovo nello stato unitario fra XIX e XX secolo

Mons. Marcello Mazzanti vescovo di Pistoia e Prato dal 1885 al 1908

Edizioni Cantagalli, Siena, 2010



che

si terrà a cura della Circoscrizione Nord

nella sala letture della Biblioteca Comunale Decentrata di

Via Filippo Corridoni 11 – presso Scuola Media Filippino – Ciliani



venerdì 25 novembre 2011, alle ore 21,15



Presenterà l’opera il

Prof. Giampiero Nigro

Ordinario di Storia Economica della Università di Firenze



Sarà presente l’autore



Il Presidente

Angiolo Buti

lunedì 6 giugno 2011


COMPAGNIA LIBERA DI S. SEBASTIANO MARTIRE

PRATO

Fondata nell’anno 1428

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RICORDO DI CURTATONE MONTANARA E GOITO

7 Giugno 1848 – 7 Giugno 2011



Il 7 Giugno 1848 la Compagnia di S. Sebastiano si riunì nel suo Oratorio di Piazza S. Domenico in Prato per recitare l’Officio in suffragio dei Prodi morti sotto Mantova (Curtatone Montanara 29 Maggio, Goito 30 Maggio).



L’invito scritto e diramato da Cesare Guasti, Governatore della Compagnia, indicava:



Obbligati a riguardare come fratelli tutti gl’Italiani, perché figli d’una medesima Chiesa e d’una medesima patria; eredi delle stesse memorie e sventure, serbati alle stesse glorie e agli stessi destini; siam lieti adesso di poter chiamare con questo dolcissimo nome coloro che hanno fatto questo sacrificio della vita per assicurare la bella fratellanza de’ popoli che lo straniero godeva di vedere disuniti…



Nel 150° dell’unità politica d’Italia, nel ricordo di quella lontana celebrazione, la Compagnia invita le istituzioni, le associazioni, la cittadinanza, i confratelli a intervenire alla messa che sarà celebrata dal Correttore Can. Don Luca Rosati nell’Oratorio di S. Sebastiano (Piazza S. Domenico, Prato) il 7 Giugno 2011, alle ore 21,15, per commemorare, non solo i caduti delle vicende risorgimentali, ma quanti si sono spesi in ogni ambito per una Italia libera, unita, solidale.



Il Correttore Il Governatore



Can. Luca Rosati Giovanni Bensi



Prato, 15 Maggio 2011

mercoledì 4 maggio 2011

ASSOCIAZIONE ITALIANA MAESTRI CATTOLICI

Via del Pellegrino7 – 59100 Prato





Ai dirigenti scolastici

Ai docenti

Ai soci AIMC



Carissimi,

in riferimento alle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, l’AIMC di Prato intende invitare tutti i soci, i simpatizzanti e il personale della scuola ad un incontro di riflessione sui valori della Costituzione Italiana.





Giovedì 12 maggio 2011 alle ore 17,00



c/o la sede dell’Istituto Comprensivo “Don Milani” via delle Gardenie, 73 Prato



Interverrà

CINZIA MION dirigente scolastico



“Scuola come laboratorio sociale tra etica della cura ed etica della responsabilità”



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Inoltre con l’intento di aiutare gli insegnanti nella conduzione della classe, nella gestione delle dinamiche relazionali con gli alunni “difficili” organizziamo un incontro:





Lunedì 20 giugno 2011 alle ore 17,00



c/o la sede dell’Istituto Comprensivo “Don Milani” via delle Gardenie, 73 Prato



Interverrà

CECILIA FABBRI pedagogista esperta progetto “Sportello di prevenzione del disagio” scuole della rete Sud del Comune di Prato





Siete tutti invitati a partecipare.

Per informazioni sulle iniziative contattare il presidente sezionale al cel. 3342450015.





Prato, 30 Aprile 2011



Il Presidente Provinciale Il Presidente della Sezione Maria Grazia Ciambellotti Franco Castellani

mercoledì 27 aprile 2011

COMPAGNIA LIBERA DI S. SEBASTIANO

Prato, Piazza S. Domenico



Governatore: Giovanni Bensi



Il 1 Maggio il S. Padre Benedetto XVI procede alla beatificazione del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II. Sarà prossimamente beatificato anche il prof. Giuseppe Toniolo, essendo stato contemporaneamente emanato il relativo decreto.



All’inizio del mio incarico di Governatore della Compagnia, ringraziando Mons. Vescovo che mi ha chiamato a questo ufficio tenuto fino ad ora con affetto dedizione e competenza dal G. Uff. Luciano Santini, invito i confratelli, gli amici e quanti lo desiderano a un incontro nell’Oratorio di S. Sebastiano (p.za S. Domenico, Prato), il 30 aprile alle ore 10,30, per ricordare l’amato Pontefice nel 25° della sua visita a Prato e il prof. Giuseppe Toniolo, maestro e guida dei cattolici nello Stato Unitario.

Toniolo fu in stretto contatto con Mons. Marcello Mazzanti,vescovo di Pistoia e Prato, ed era stimato e seguito da molti pratesi, fra i quali Giovanni Bertini suo allievo all’Università di Pisa.

Il Bertini in una conferenza del dicembre 1945 accomunò il nostro Cesare Guasti e il professor Toniolo in una vita cristianamente vissuta: “Il Maestro ebbe sempre viva ammirazione per un altro illustre italiano, per un altro Santo, il nostro concittadino Cesare Guasti, tanto simile a lui per purezza di costumi e spirito di cristiana bontà.” (Bolletino Diocesano Pratese, n. 12, 1945).



Perciò un incontro di ringraziamento e di plauso per le beatificazioni, auspicando che anche per il Guasti (che da bambino nell’oratorio di S. Sebastiano seguiva le lezioni di catechismo, serviva la messa al can. Francesco Mochi e nel 1847 fu Governatore della Compagnia) si concluda positivamente la strada verso gli altari.



Programma


30 Aprile, ore 10,30




Saluto del Governatore Giovanni Bensi e presentazione di una lettera del Toniolo al vescovo Mazzanti, con breve commento.

Cesare Guasti a S. Sebastiano e la sua formazione cristiana: Angiolo Buti, presidente dell’Associazione Culturale ‘Cesare Guasti’.

Le frasi più belle di Giovanni Paolo II su Prato: Lorenzo Caciolli, presidente dell’Associazione Cavalieri della Madonna del Sacro Cingolo.

Celebrazione delle Lodi in ringraziamento per i nuovi Beati e per il felice esito della Causa del Venerabile Cesare Guasti: presiede il Correttore della Compagnia Can. Luca Rosati.



Al termine cantuccini e vin santo!



La S. V. è invitata



Il Governatore



Giovanni Bensi

Prato, 15 Aprile 2011

mercoledì 2 marzo 2011

Dare fiducia alla scuola






L’Associazione Italiana Maestri Cattolici riafferma la necessità che la scuola e i suoi professionisti non siano coinvolti nelle polemiche e nella conflittualità partitica o ideologica.

L’alta e imprescindibile funzione demandata dalla Costituzione della Repubblica alla scuola non può essere banalizzata e sottovalutata. Occorre, piuttosto, riconoscere e riaffermare con forza la natura di un sistema scolastico pubblico e integrato che vede esercitare pari funzione formativa ed educativa dalle sue varie istituzioni, a prescindere dalla natura del gestore sia esso Stato o Ente paritario (locale, religioso, privato). Un sistema che si fonda sul rispetto della libertà di scelta delle famiglie e sul rispetto della libertà costituzionale di insegnamento dei docenti, proprio per evitare che esista una scuola “di Stato”, di regime, di ideologia dominante.

Va altresì ribadita con chiarezza la funzione educativa della scuola che integra, non sostituisce, quella della famiglia. La scuola, che mira allo sviluppo e alla crescita integrale della persona, non può perseguire come obiettivo l’“inculcare” negli alunni pillole di ideologie o disvalori: quotidianamente centinaia di migliaia di docenti italiani si confrontano con le aspettative, i dubbi, le incertezze e le speranze dei loro alunni per aiutarli nel loro lungo e faticoso processo di crescita.

La scuola non è il luogo dei dogmi partitici ma dei valori, quei valori che sono alla radice del comune sentire, della nostra cultura e della nostra storia. È luogo in cui si impara, giorno dopo giorno, che le contrapposizioni sono naturali ma è proprio nella logica del dialogo e del rispetto assoluto dell’altro e della libertà di espressione delle diverse posizioni, anche se scomode o controcorrente che si cresce.

L’Aimc, esprimendo apprezzamento e condivisione per le parole del presidente della CEI card. Angelo Bagnasco, chiede alle più alte cariche dello Stato di confermare la fiducia nella professionalità dei docenti italiani e nella scuola del nostro Paese.





Roma, 28 febbraio 2011

La presidenza nazionale Aimc

lunedì 14 febbraio 2011

Giovanni Bensi


UN VESCOVO NELLO STATO UNITARIO FRA XIX E XX SECOLO

Mons Marcello Mazzanti vescovo di Pistoia e Prato dal 1885 al 1908

Edizioni Cantagalli

Siena 2010

di Giovanni Bensi



Nel clima celebrativo del 150° dell’unità politica d’Italia, si inserisce la mia opera, che facendo perno su Mons. Marcello Mazzanti, mostra quel mondo operoso cattolico, che nel territorio pratese e pistoiese, non disgiunto dalle vicende politiche e sociali nazionali del nuovo regno, contrastando le posizioni e le azioni anticlericali, seguendo gli insegnamenti del magistero ecclesiastico, si spendeva in favore della cultura, dell’assistenza, dell’educazione. L’arco storico considerato, che ha al centro i 23 anni di episcopato pistoiese e pratese di Mons. Mazzanti (1885-1908), ci mostra uno spaccato particolare del mondo cattolico in un particolare ambiente. I cattolici del periodo, divisi in varie anime, non immemori del contributo cattolico dato all’idea di unità d’Italia assai prima del 1848, cercavano (i neoguelfi, i cattolici liberali, i cattolici democratici) di interpretare, nelle varie fasi risorgimentali, le direttive della Chiesa: quelle morali e religiose, quelle caritative ed educative, quelle culturali e politiche. Il fiorire di studi e di istituzioni culturali e assistenziali in una piccola terra da parte del clero e del laicato cattolico, intorno al vescovo, mostra una comunità consapevole della sua storia, della sua cultura, attenta ai bisogni del popolo; e contribuisce in modo profondo per via morale, culturale, solidale, nella nuova realtà statale, al consolidamento dell’unità politica d’Italia. Sì, perché la tradizione culturale, civile e religiosa che ha formato la nostra identità, pur nella divisione politica, costituiva una unità morale assai prima del 1861. E tutta l’azione cattolica ricca di opere e iniziative per la promozione umana e cristiana, dava al tempo stesso il senso di appartenenza alla nazione e formava una coscienza civile solidale. Un’unità, che politicamente, qui nella penisola, arriverà dopo quell’unità morale, culturale, letteraria, già presente, che costituisce il fondamento di una nazione. Basta pensare a Dante e al Petrarca e alla lingua, all’arte del Rinascimento, all’unità religiosa per la presenza della Chiesa cattolica, ecc. Su queste motivazioni storiche, su questi sentimenti suffragati da documenti, si pone il mio libro: Un vescovo nello stato unitario fra XIX e XX secolo. Mons. Marcello Mazzanti vescovo di Pistoia e Prato dal 1885 al 1908 (Edizioni Cantagalli, Siena 2010, n. 6 della collana Studi e Memorie dell’Associazione Culturale “Cesare Guasti” di Prato).

Siamo nel pontificato di Leone XIII e della prima parte del pontificato di Pio X. Il potere temporale che era stato per dieci secoli il presidio della indipendenza dei papi nell’esercizio della potestà spirituale, veniva ora a cozzare contro la volontà e le esigenze dell’unità d’Italia, così come si era voluta realizzare, recando offesa alla giustizia e alla dignità della Sede Apostolica meno per violenta opera di popolo che per cospirazione di sette, secondo il pensiero di Leone XIII.

Mons. Mazzanti va visto in questo contesto storico.

E intorno a lui le due diocesi: clero e popolo. Ciò appare bene dalle lettere di sacerdoti e laici scritte a lui, riportate nel libro. Queste lettere (sono state scelte quelle provenienti dal territorio pratese) sono occasione propizia per conoscere meglio sacerdoti sociali, come il pievano di Iolo Didaco Bessi e il can. Silvio Ceccatelli; sacerdoti colti, come i canonici Giovacchino Pelagatti, Oreste Morganti e Onorato Bambini (che fu maestro di Gabriele D’Annunzio); il futuro vescovo di Livorno, Leopoldo Franchi pratese, che tenne il primo congresso mariano; generose donne che operarano per l’assistenza e l’educazione specialmente delle fanciulle, come Rosa Timossi, Adele Falcini, Marianna Rocchi, Rosa Giorgi, Marianna Nistri.



Mons. Marcello Mazzanti (1831-1908) nacque alle Spianate nel comune di Altopascio (Lucca). Sacerdote della diocesi di Pescia, frequentò le Universotà di Pisa e di Siena, dove ottenne la laurea dottorale con amplissima lode in diritto canonico e teologia. Completò gli studi a Roma nelle sacre scritture e nelle lingue orientali. Fu rettore del seminario della diocesi di Modigliana, appena costituita nel 1850, e successivamente ne fu vicario generale.

Fu chiamato dal governo granducale a ricoprire la cattedra di sacra scrittura nell’ateneo pisano e la tenne fino alla soppressione operata dal governo del nuovo stato unitario.

Nel 1876 fu eletto vescovo di Colle di Valdelsa e nel 1885 fu traslato alle due diocesi unite di Pistoia e Prato. Vescovo di grande pietà, studioso, amato dal clero e dal popolo, riformò i seminari e ne rinnovò gli studi dando rilievo alla sacra scrittura e a S. Tommaso, seguendo le indicazioni di Leone XIII e istituendo apposite accademie, alle quali partecipava Giuseppe Toniolo, di cui si pubblica nel libro una lettera che plaude all’iniziativa di riunire il sinodo diocesano, per affermare il vero sentire della Chiesa.

Infatti il vescovo Mazzanti riunì nel 1892, per un sano governo delle diocesi, un sinodo, che ebbe anche la particolarità di condannare di nuovo il sinodo di Pistoia celebrato da Scipione de’ Ricci nel 1786, già condannato da Pio VI nel 1794 per le sue formulazioni ispirate al giansenismo e al giurisdizionalismo del principe.

Fu sostenitore della prima democrazia cristiana e delle numerose istituzioni sociali e culturali del mondo cattolico unite nell’Opera dei Congressi e Comitati Cattolici, ampiamente presenti nelle due diocesi, per l’iniziativa e l’impegno di un clero colto e di un laicato motivato. Inoltre fiorirono nelle sue diocesi istituzioni benefiche di assistenza ed educazione, fra le quali, nel territorio pratese, l’Istituo delle suore domenicane della Madonna del Rosario di Iolo e il Piccolo Educatorio di S. Anna in Prato. Egli stesso elargiva ai parroci e alle istituzioni sovvenzioni personali per venire incontro alla miseria di molte famiglie.

Durante il suo episcopato si tennero: il primo convegno dei democratici cristiani della Toscana a Prato nel 1900 e la prima settimana sociale dei cattolici a Pistoia nel 1907.

Fu sacerdote di profonda pietà mariana, come dimostra il suo Saltero in lode della Vergine, dove appare la sua cultura biblica e liturgica. Celebrò nel 1895 il V centenario della traslazione del S. Cingolo Mariano, ma subì nel 1901 il dolore del rifiuto dell’Amministrazione Comunale di Prato di intervenire alle ostensioni del S. Cingolo come era avvenuto per secoli. Con la riconsegna alla Chiesa delle proprie chiavi con le quali si apre il sacello, dove si conserva la reliquia, la civica amministrazione intendeva affermare la più netta separazione tra la Chiesa e lo Stato, tra la scienza illuminante e la religiosa superstizione.

Scrisse 55 lettere pastorali tutte pubblicate a stampa.

Tra le sue opere sono note ed apprezzate:

- Saltero Mariano pel Sacerdote Dott. Prof. Marcello Mazzanti già Rettore del Seminario-Collegio Vescovile di Modigliana, Prato, Tip. Giachetti, Figlio e C., 1872.

- Esegesi dei Vangeli delle Domeniche e Feste dell’Anno seguita da Omelie sui medesimi Vangeli, Pistoia, Fratelli Bracali, - Firenze Libreria Editrice Fiorentina – Roma Libreria Pontificia di Federigo Pustet, 1908-1910, 3 volumi.
Giovanni Bensi


Un vescovo nello stato unitario fra XIX e XX secolo

Mons. Marcello Mazzanti Vescovo di Pistoia e Prato

dal 1885 al 1908

Edizioni Cantagalli - Siena 2010

Un periodo, quello preso in considerazione da Giovanni Bensi, ricco di fermenti, di azioni, di contraddizioni, di istituzioni sociali, che, pur nel contrasto Chiesa-Stato, approderà poi alla conciliazione e alla loro reciproca legittimazione.

L’autore presenta, attraverso documenti pazientemente cercati ed esaminati, il variegato mondo cattolico toscano con particolare riferimento alla diocesi di Prato, che, in quegli anni tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo - sentendosi appartenente alla Chiesa e al nuovo Stato Unitario - si impegnò culturalmente, socialmente e politicamente, avendo come riferimento l’enciclica Rerum Novarum di Leone XIII e le Lettere Pastorali del vescovo di Pistoia e Prato Mons. Marcello Mazzanti; l’insegnamento di Giuseppe Toniolo e l’azione di Giovanni Bertini; la guida e l’esempio di sacerdoti e laici colti e generosi.

Il vescovo Mazzanti fu sostenitore della prima democrazia cristiana e delle numerose istituzioni sociali e culturali del mondo cattolico unite nell’Opera dei Congressi e Comitati Cattolici. Fiorirono nelle sue diocesi istituzioni benefiche di assistenza ed educazione, fra le quali, nel territorio pratese, l’Istituo delle suore domenicane della Madonna del Rosario di Iolo e il Piccolo Educatorio di S. Anna in Prato. Egli stesso elargiva ai parroci e alle istituzioni sovvenzioni personali per venire incontro alla miseria di molte famiglie. Durante il suo episcopato si tennero: il primo convegno dei democratici cristiani della Toscana a Prato nel 1900 e la prima settimana sociale dei cattolici a Pistoia nel 1907. Fu sacerdote di profonda pietà mariana, come dimostra il suo Saltero in lode della Vergine, dove appare la sua cultura biblica e liturgica.

Il libro, che fa parte della Collana “Studi e Memorie” dell’Associazione Culturale “Cesare Guasti” di Prato, si inserisce pertanto nell’attuale celebrazione del 150° dell’Unità d’Italia ed esce nelle Edizioni Cantagalli di Siena, con una lusinghiera presentazione di Mons. Simone Scatizzi, vescovo emerito di Pistoia. La figura del pratese Venerabile Cesare Guasti, insigne letterato, storico, filologo, archivista, segretario dell’Accademia della Crusca, risulta nel libro per i suoi rapporti con i vari personaggi ivi descritti.

Questa ricerca, attentamente condotta dall’autore, riveste anche particolare attualità per l’attenzione data a Giuseppe Toniolo, che sarà beatificato da Benedetto XVI il prossimo 1 maggio. Il novello beato fu amico ed estimatore del vescovo Mazzanti, partecipando spesso alle iniziative sociali e culturali promosse nelle sue diocesi; e Bensi publica proprio una lettera, fino ad ora inedita, del Toniolo al vescovo che intraprende la celebrazione di un importante sinodo.

Giovanni Bensi dedica il libro agli “Amici dell’Associazione Italiana Maestri Cattolici”, a ricordo del suo impegno nell’Associazione fin dal 1958, come presidente dell’Aimc di Prato, presidente regionale della Toscana dal 1978 al 2009, consigliere nazionale dal 1971 e per un quadriennio membro dell’esecutivo nazionale. Egli è stato sempre attento a coniugare l’azione professionale con lo studio, la ricerca storica e la pubblicazione di opere di carattere storico, agiografico ed ambientale.